Nenad Roban
Adaptacija / Adaptation
13. VII. - 23. VIII. 2007.
 
Il gioiello come segno di relazioni nello spazio
Possiamo dire che, nella coscienza dello spettatore come in quella dell'utente, il gioiello contemporaneo d'autore sia finalmente assurto a disciplina artistica sufficientemente matura da implicare la possibilità di espressioni di giudizio? Siamo in grado di andare al di là dei ben noti commenti sulla libertà di scelta del materiale, su un nuovo metro di giudizio da adottare, su una certa rilevanza sociale, oltre, cioè, delle definizioni di gioiello tutte molto simili e che lo confinano tra quelle discipline artistiche un po' marginali alle quali ci premuriamo di fornire sempre un'altra valenza, a seconda del momento?
Un po' più di due anni fa, scrivendo un saggio per una monografia dedicata ai gioielli di Nenad Roban, ho cercato di determinare un contesto più ampio della sua opera. Mi hanno indotto a farlo delle diverse serie di opere create nel corso degli anni, in cui era evidente quanto fosse il mondo reale a ispirarlo, l'ambiente circostante percepito e interpretato in questa forma specifica che è il gioiello. Spesso era l'architettura a ispirare i processi creativi, siano essi di impronta riduzionista, oppure "distillatori", o concettuali.
In anni recenti Nenad Roban è tornato all'architettura, che elegge a ispirazione permanente. Ma non si tratta di influenze dirette che gli amanti dell'architettonico potrebbero prontamente ravvisare: è, piuttosto, un tentativo di raccogliere e trasmettere l'esperienza dei corpi nello spazio reale, la loro interdipendenza con l'accento sui rapporti intessuti, la comunicazione che l'architettura stimola invitando l'autore ad interpretare le cose viste e a scoprire dettagli segreti. Basta ricordare le sensazioni variegate che sorgono nel punto d'incontro dello spazio interno con quello esterno - il corpo e lo spazio contiguo - laddove, cioè, il processo creativo cerca di far luce sul ritmo del loro dire e il ruolo dei fattori che influiscono su questo processo.
Non solo la composizione, riguardo la quale gli elementi ritmici dati dal rapporto tra pieni e vuoti, luce ed ombra, contribuiscono all'afflato architettonico degli esemplari, ma la stessa scelta dei materiali si dimostra essenziale alla comprensione dell’idea artistica. Metallo e legno sono di ispirazione continua: ad essi l'artista è ritornato dopo anni di sperimentazione con materiali rimediati o (ri)trovati. Dando risalto alla trasparenza del plexiglass in sede di lavorazione, egli trasmuta le caratteristiche fondamentali del materiale, instaurando, tra l'altro, un collegamento di forme e colori con le avanguardie storiche che già dapprima lo avevano influenzato.
Il movimento nelle opere recenti, dopo la fase di oggetti mobili in inox di fattura minimalista, viene espresso in maniera diversa - nel contrasto tra le parti costitutive del gioiello e nella diversa lavorazione di queste (si converrà sul fatto che la traiettoria di ogni dado tratto è diversa). Terminata la fase delle forme lavorate in modo semplice e lineare, ecco una nuova ricchezza di gesti, una nuova possibilità di sostituzione o ridistribuzione delle parti, di fuga o avvicinamento al corpo. L'unitarietà di movimenti e forme alla quale l'artista ha precedentemente aspirato si è così stratificata, mentre le curve estremamente billiane di un tempo sono ora inevitabilmente arricchite dall'esperienza vissuta di Roban. Il tratto narrativo del materiale ligneo si armonizza con il silenzio delle superfici in plexiglass o metallo, i rapporti di colore/calore sono ora di complementarietà, l'accento viene posto su struttura e spazio interiore del gioiello (visibile ed intuìto).
Attraverso gli spacchi, il corpo si fa visibile. La delicatezza e la molteplicità del rapporto tra corpo e gioiello sono temi ben documentati. Le esperienze concettuali nel design del gioiello che, sin dagli anni Settanta, impiegano un approccio caratteristico all'oggetto in quanto entità autonoma e investono il gioiello di un ruolo comunicativo con il corpo (per quanto vi si sottolineino anche fenomeni sociali e psicologici) fanno da cornice necessaria allo stile di Nenad Roban, il quale peraltro non rinnega lavorazione e decorazione tradizionali. Preservando la sua integrità da ricercatore e operando sulla base delle conoscenze su temi di attualità culturale, Roban utilizza consapevolmente le strategie artistiche menzionate, contribuendo così ad ampliare i confini di quella disciplina artistica che è il design del gioiello.
Sandra Križić Roban

Il mio amico Robi e il ruolo dei gioielli nella mia vita
Il fatto che esista una ricca bibliografia di cose scritte intitolate "Il mio amico tal-dei-tali" è indicativo dell'importanza del sentimento di amicizia. D'altra parte, non è che abbondino le opere intitolate "Mia suocera", "Il mio capo" e simili. Anch’io voglio quindi intitolare questo mio breve scritto come dedica a un amico. Robi modella gioielli e io modello parole, ma entrambi utilizziamo perlopiù materiali comuni e a buon prezzo. Lui usa gomma, legno, fil di ferro e bulloni, io barbarismi, verbi maleducati e lessico da coatto di periferia. Per entrambi, le "pietre preziose" sono quelle "rotolanti". Ed eccoci già alla sesta riga a introdurre il tema di questo scritto, ovvero i Rolling Stones: eccoci, noi due, a parlare di tutto ciò che li riguarda, di dove si trovino in questo preciso momento, di chi non c'è riuscito a disintossicarsi stavolta, se stia per uscire qualcosa di nuovo, e di quali città nel raggio di meno di duemila chilometri li ospitino prossimamente per poterci fare un salto, così, di passaggio, al prossimo concerto. Perché non so se mi spiego, ma noi due siam lì che giochiamo a ping pong davanti alla celebre galleria Križić & Roban, e quando la pallina scappa di là dal recinto lui fa storie per andarla a riprendere. Poi però non batte ciglio e va a vedersi gli Stones a Rotterdam, come se suonassero, che so, qui alla vicina pasticceria o alla rivendita di vernici. Mah!
Robi è un amico che ci tiene a ricordarsi dei miei compleanni; io sono un ingrato che continua a dimenticarsi dei suoi. Nell’occasione mi regala sempre altri cimeli che vanno ad arricchire la nostra mitologia musicale comune. Un organetto piccolino che riproduce una "Satisfaction" con grado di fedeltà al 50%; un puzzle le cui tessere vanno a comporre l'immagine degli Stones quasi in grandezza naturale; e chissà quante altre cose ancora... Mi aspetto di ricevere presto il durone di Charlie Watts, o la noce di cocco caduta dall’albero assieme a Keith Richards.
Il mio amico Robi è convinto che i suoi gioielli d'autore devono avere qualcosa della persona alla quale sono destinati. Così lui fissa il committente con occhio psicanalitico, ne tira giù i tratti salienti ed ecco che è presto pronto un bracciale o una spilla che ne rispecchia in pieno la personalità. Anche se non ho l'abitudine di portare gioielli, posseggo comunque un manufatto che Robi ha creato per me e mi ha regalato per un mio compleanno. Sono dei bottoni da camicia o, se preferite, dei "gemelli". Vabbè, non statemi ora a dire che questi non sono mica gioielli, o che l'uomo medio non sta certo lì ad agghindarsi in maniera così elaborata ma si cuce invece addosso dei comuni bottoni in osso o plastica. Sto solo ricostruendo gli eventi. Dunque, Robi mi ha semplicemente osservato con occhio analitico e, dopo aver esplorato tutti gli anfratti della mia coscienza unitamente al sostrato archetipico in fondo al mio ego, ha realizzato dei bottoni con la riproduzione del logo che appare in copertina di Between The Buttons. Se non vi è chiaro di quale copertina si tratti, beh, direi che siete fuori strada. Questo per dire che Robi è giunto alla conclusione che questo eccellente manufatto si sposa alla perfezione con l'essenza della mia personalità. E fin qui ha centrato in pieno. Solo che io, da vero pirla, mi ostino a portare camicie a manica corta anche d'inverno. Però quei meravigliosi bottoni con gli Stones...! Insomma, la cosa mi è piaciuta a tal punto che mi sono diretto al primo negozio dove comperarmi una camicia di marca Modea, città di provenienza Garešnica. Col risultato che la mia immagine di persona testarda e rompiscatole ne è uscita ridimensionata e radicalmente modificata. Eccomi una persona che indossa gioielli e camicia a manica lunga. Che indosserò anche al prossimo concerto. Quindi Robi, ti prego di sbrigare per bene tutto quello che è necessario per la tua mostra, e poi via! in direzione Ungheria. Ti aspetto sotto al palco col bicchiere di birra in mano. See you in Budapest!
Goran Tribuson

Nenad Roban (Koprivnica, 1951) si è diplomato in design del gioiello all' Accademia Reale di Belle Arti di Anversa (1977). Ha frequentato il corso postdiploma presso l'Alto Istituto dell’Accademia di Anversa (1989-90).
All'inizio degli anni '90 costituisce il proprio atélier orafo dove è attivo tuttora. Fino al 2001 lavora come artista e designer orafo freelance.
Collabora con orefici e designer orafi in Croazia ed Europa, studiando e perfezionandosi nelle tecniche di lavorazione. Ha tenuto conferenze sul tema del gioiello contemporaneo. 
È membro della Società Croata degli Artisti (HDLU). Assieme a Sandra Križić dal 1999 la galleria Križić Roban, nell'edizione della quale è stata pubblicata nel 2005 la monografia Nenad Roban Nakit Jewellery.
Nel corso degli studi ha vinto due premi per il design - l'Inno Bourla (1976) e il Ringer&Diamond (1977), entrambe ad Anversa. Nel 2006 è stato nominato designer orafo dell’anno e insignito per la sua collezione di gioielli unici del premio Zlatna poluga-Mineralexpo (Zagabria).
Personali
Galerija Rigo - Muzej-Museo Lapidarium, Cittanova, 2007.
Galerie V&V, Vienna, 2006.
Galerija Karas, Zagabria, 2005.
Galerija Križić Roban, Zagabria, 1999.
Galerija Grubić, Zagabria, 1997.
Galerija ULUPUH, Zagabria, 1992 e 1997.
Galerija za jedan dan, OKC, Zagabria, 1988.
Galerija Likum, Zagabria, 1987.
Galerija Nova, Zagabria, 1985.
Galerija Lotrščak, Zagabria, 1983.
Galerija Nazor, Zagabria, 1981.
Galerija DARS, Zagabria, 1981.
Galerija Izlog, Zagabria, 1978.
Collettive (selezione)
Valuable Links. Jewels from OSCE Countries, MEEC, Centre Céramique, Maastricht 2003, National Gallery for Foreign Art, Sofia 2004, Österreichisches Museum für Volkskunde, Vienna 2004.
Et pourquoi pas?, Galerie Black and Karusel, Parigi, 2001.
Tjelesno - aspekti suvremene figurativne umjetnosti, Galerija PM, Zagabria, 2000.
34. zagrebački salon, Zagabria, 1999.
31. zagrebački salon, Zagabria, 1996. 
Umjetnički unikatni nakit, Muzej grada Siska, Sisak, 1995.
19 Laden, Werkstadt Galerie, Graz, 1991-1992.
O zajedničkom u prirodnom, 22. salon mladih, Zagabria, 1990.
Recentni nakit, Muzej za umjetnosti i obrt, Zagabria, 1988.
Odijelo - otvoreno djelo, Galerija Galženica, Velika Gorica, 1988. 
25x junger Schmuck international, Galerie Kunsthandwerk, Berlino, Forum Handwerk, Mainz, Galerie Goldader, Amburgo, 1987-1988.
17th International Exhibition of Jewellery, Celje, 1983.
Zatečeno u atelieru, Galerija Karas, Zagabria, 1980.
50 Years of Rotary Club, Anversa, 1976.
 
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